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FiscoNotizia

Acconto cedolare secca entro il 30 novembre 2026: chi paga, quanto e come si calcola

Il 30 novembre scade la seconda rata (o l'unica) dell'acconto sulla cedolare secca. Chi deve versare, quanto, con quale codice e come comportarsi se hai affitti brevi con ritenuta.

Di Redazione NettoHost4 novembre 2026 · 5 min di lettura
Calendario con il 30 novembre cerchiato accanto a un modello F24

No­vem­bre è il mese in cui molti host si ac­cor­gono di un pa­ga­mento che non ave­vano messo in conto: l'ac­conto della ce­do­lare secca. Se l'anno scorso hai in­cas­sato af­fitti con questo regime, il fisco ti chiede di an­ti­ci­pare una parte dell'im­po­sta del 2026. La se­conda rata, o la rata unica, scade lunedì 30 no­vem­bre 2026. Ve­diamo chi deve pagare, quanto e con quali ac­cor­gi­menti, con esempi nu­me­rici.

Cos'è l'acconto e perché esiste

La ce­do­lare secca non si paga tutta in una volta a giugno dell'anno dopo. Il si­stema fun­ziona a saldo e ac­conto: nel 2026 hai ver­sato il saldo dell'im­po­sta 2025 (in­sieme alla prima rata dell'ac­conto 2026), e ora versi la parte re­stante dell'ac­conto 2026. A giugno 2027, con la di­chia­ra­zione, si farà il conto finale: se hai an­ti­ci­pato troppo re­cu­peri la dif­fe­renza, se hai an­ti­ci­pato poco versi il resto.

L'ac­conto è cal­co­lato di norma con il metodo sto­rico: si prende l'im­po­sta dovuta per l'anno pre­ce­dente e la si an­ti­cipa. Non serve sti­mare nulla, basta guar­dare la di­chia­ra­zione dei red­diti pre­sen­tata nel 2026.

Chi deve versarlo

Deve ver­sare l'ac­conto chi, nella di­chia­ra­zione dell'anno scorso, ha in­di­cato un'im­po­sta ce­do­lare secca su­pe­riore a 51,65 euro. Sotto questa soglia l'ac­conto non è dovuto. Chi ha ini­ziato ad af­fit­tare con la ce­do­lare solo nel 2026 non ha un anno pre­ce­dente su cui cal­co­larlo: per lui nessun ac­conto nel 2026, si parte dall'anno dopo.

Vale per chi af­fitta come per­sona fisica, fuori dall'at­ti­vità d'im­presa, quindi per chi ha scelto la ce­do­lare invece della par­tita IVA (la dif­fe­renza tra i due per­corsi è spie­gata in ce­do­lare secca o for­fet­ta­rio). Chi è in regime for­fet­ta­rio non paga questo ac­conto: segue le regole delle im­prese.

Quanto si paga e in quante rate

La regola, con­fer­mata dalle prin­ci­pali guide fi­scali, è questa:

  • l'ac­conto com­ples­sivo è il 100% dell'im­po­sta dovuta per l'anno pre­ce­dente;
  • se l'ac­conto è pari o su­pe­riore a 257,52 euro, si divide in due rate: 40% entro il 30 giugno e 60% entro il 30 no­vem­bre;
  • se è in­fe­riore a 257,52 euro, si paga in un'unica rata entro il 30 no­vem­bre.

Alcune pagine di­vul­ga­tive ri­por­tano per­cen­tuali di­verse: se hai dubbi, fatti con­fer­mare l'im­porto dal com­mer­cia­li­sta o dal CAF prima di com­pi­lare l'F24, perché il cal­colo di­pende dai righi della tua di­chia­ra­zione.

Esempi numerici

Esem­pio 1: ac­conto in due rate. Hai in­cas­sato 30.000 euro nel 2025 da un solo im­mo­bile con la ce­do­lare al 21%. L'im­po­sta è 6.300 euro. L'ac­conto 2026 è 6.300 euro, quindi:

  • prima rata (30 giugno 2026): 40% = 2.520 euro, già ver­sata;
  • se­conda rata (30 no­vem­bre 2026): 60% = 3.780 euro.

Esem­pio 2: rata unica. Hai af­fit­tato per qual­che set­ti­mana e l'im­po­sta 2025 era di 200 euro. È sopra la soglia di 51,65 ma sotto 257,52: devi ver­sare 200 euro in un'unica rata entro il 30 no­vem­bre.

Esem­pio 3: niente ac­conto. L'im­po­sta 2025 è stata di 40 euro. Sotto 51,65: non versi nulla.

Come si versa: modello F24 e codici

Si paga con il mo­dello F24, nella se­zione "Erario". Il codice tri­buto cambia in base alla rata:

  • 1840: prima rata dell'ac­conto (giugno);
  • 1841: se­conda rata o rata unica dell'ac­conto (no­vem­bre);
  • 1842: saldo (giugno dell'anno suc­ces­sivo).

L'anno di ri­fe­ri­mento da in­di­care è il 2026. Il pa­ga­mento si può fare dall'home ban­king, dai ser­vizi online dell'Agen­zia delle En­trate o in banca, in posta e dai ta­bac­cai con­ven­zio­nati. Ri­corda di con­ser­vare la quie­tanza: ti serve per di­mo­strare l'ac­conto ver­sato quando farai il saldo.

E se ho affitti brevi con la ritenuta dei portali?

È il dubbio più comune. I por­tali che in­cas­sano per te trat­ten­gono il 21% a titolo di ac­conto e lo ver­sano al fisco (se vuoi ri­pas­sare come fun­ziona, leggi ali­quote e ri­te­nuta). Quella ri­te­nuta riduce l'im­po­sta che dovrai ver­sare con il saldo, ma non ti di­spensa au­to­ma­ti­ca­mente dall'ac­conto di no­vem­bre: l'ac­conto si cal­cola in base alla tua di­chia­ra­zione dell'anno scorso, e il modo in cui en­trano nel conto le ri­te­nute di­pende dai righi com­pi­lati.

Questo è un punto in cui è facile sba­gliare in ec­cesso (paghi due volte la stessa cosa e re­cu­peri solo dopo) o in di­fetto (paghi meno del dovuto e rischi la san­zione). Per questo, se la tua at­ti­vità ha por­tali e pre­no­ta­zioni di­rette in­sieme, chiedi al com­mer­cia­li­sta di ve­ri­fi­care il pro­spetto dell'ac­conto prima del 30 no­vem­bre.

Il metodo previsionale: pagare meno se il 2026 va peggio

Se nel 2026 stai in­cas­sando meno dell'anno scorso, puoi usare il metodo pre­vi­sio­nale: invece di an­ti­ci­pare il 100% dell'im­po­sta 2025, stimi l'im­po­sta 2026 e an­ti­cipi quella.

Un esem­pio. Nel 2026 pensi di in­cas­sare 20.000 euro invece di 30.000, sempre con il 21%. L'im­po­sta sti­mata è 4.200 euro. Con il metodo pre­vi­sio­nale l'ac­conto totale è 4.200 euro: avendo già ver­sato 2.520 a giugno, a no­vem­bre ne devi 1.680 invece di 3.780. Ri­sparmi 2.100 euro di li­qui­dità adesso.

At­ten­zione: se poi il 2026 va meglio del pre­vi­sto e hai ver­sato meno del dovuto, scatta la san­zione per in­suf­fi­ciente ver­sa­mento, cal­co­lata sulla dif­fe­renza. Il metodo pre­vi­sio­nale ha senso solo se la stima è pru­dente e mo­ti­vata: usalo con il sup­porto di un pro­fes­sio­ni­sta.

E se dimentico la scadenza?

Si può ri­me­diare con il rav­ve­di­mento ope­roso: paghi l'ac­conto in ri­tardo con una san­zione ri­dotta e gli in­te­ressi. Più sei tem­pe­stivo, più la ri­du­zione è con­ve­niente. Per un ri­tardo di pochi giorni il costo è con­te­nuto, ma non esiste un im­porto uguale per tutti: va cal­co­lato sul tuo caso.

Come non farsi cogliere impreparati

  1. Guarda l'im­po­sta dell'anno scorso sulla di­chia­ra­zione dei red­diti pre­sen­tata nel 2026.
  2. Con­trolla cosa hai già ver­sato a giugno con le quie­tanze F24.
  3. Metti da parte la li­qui­dità: la rata di no­vem­bre cade quando molti host hanno le en­trate più basse della sta­gione.
  4. Separa i soldi dell'im­po­sta dagli in­cassi, come per l'im­po­sta di sog­giorno: sono soldi dello Stato dal mo­mento in cui li ricevi.
  5. Fissa una data a metà mese per fare il pa­ga­mento, senza aspet­tare l'ultimo giorno.

Nei tuoi conti

L'ac­conto non è un costo in più: è un an­ti­cipo dell'im­po­sta che pa­ghe­re­sti co­mun­que. Cambia però il tuo flusso di cassa nell'ultimo mese dell'anno, ed è per questo che con­viene met­terlo in conto dentro i costi na­sco­sti del tuo bi­lan­cio. Nel cal­co­la­tore puoi sti­mare l'im­po­sta an­nuale con la ce­do­lare e capire quanto ac­can­to­nare mese per mese.

Gli im­porti, le soglie e le mo­da­lità pos­sono cam­biare con le leggi di bi­lan­cio e le istru­zioni dell'Agen­zia delle En­trate: prima di pagare, ve­ri­fica il tuo caso con il com­mer­cia­li­sta.

Contenuto aggiornato al 4 novembre 2026. Aliquote, soglie e scadenze possono cambiare con le leggi di bilancio e le circolari: per il tuo caso verifica con un commercialista abilitato. Hai trovato un errore o un dato non aggiornato? Scrivici.
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